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Turi: (Posa il caffè sul bancone, guardandosi le mani) Ragazzi, oggi quel blocco di Modicana mi stava facendo impazzire. Dura come il muro. Se non avessi avuto il disco nuovo che mi ha portato Bidiam l’altro ieri, ero ancora lì a buttare fumo con la taglierina.

Gianluca (L’apprendista): Mastro Turi, ma perché, cambiano così tanto i dischi? Alla fine sono tutti di ferro con i diamantini sopra, no?

Salvo: (Ride, dando una pacca sulla spalla a Gianluca) Senti il genio! “Tutti uguali”. Gianlù, se usi un disco da ceramica sulla pietra dura, o lo fondi dopo due metri o ci metti tre giorni e ti tremano le braccia per un mese. Quelli di Bidiam mica ti danno un disco a caso. Ti chiedono pure che macchina hai e a quanti giri gira.

Ciccio: Verissimo. Mio padre comprava sempre “al risparmio” da fornitori generici. Io da quando sono passato al settore tecnico di Bidiam ho capito la differenza. Sul gres porcellanato spessorato, che oggi va di moda e spacca solo a guardarlo, mi hanno dato un utensile che taglia come il burro. Zero sbeccature.

Peppe: A proposito di sbeccature e casini… Io oggi ero in un cantiere a Marina di Ragusa. C’è un pavimento in finto stile antico, pietra locale. Il cliente ci ha rovesciato sopra il caffè mentre parlavamo. Panico.

Gianluca: E che hai fatto? Acido cloridrico e via?

Turi: (Si mette le mani nei capelli) Iddu è! L’acido sulla pietra calcarea! Ma vedi che sei un pericolo pubblico? Se ci metti l’acido la sciogli, scompare la pietra!

Peppe: Esatto, Gianlù, se lo facevo mi sparavano. No, ho usato subito il protettivo antimacchia idro-oleorepellente che ho preso da Bidiam a Comiso. Gliel’avevo passato la settimana scorsa. Ragazzi, il caffè è rimasto lì a goccia, l’ho tolto con un pezzo di carta. Il cliente è rimasto a bocca aperta e io ho fatto la figura del mago.

Ciccio: Ma quel protettivo tonalizza o lascia il colore naturale? Perché io ho un cliente che vuole l’effetto “bagnato” su una scala in pietra lavica. Bidiam ha qualcosa per quello?

Salvo: Ce l’ha, ce l’ha. Hanno sia i protettivi a effetto naturale invisibile, sia i ravvivanti che tirano fuori le venature che sembra un quadro. Io sulla lavica ci metto sempre il loro prodotto chimico effetto bagnato. Diventa scura, lucida, uno spettacolo. E resiste pure ai rari UV dell’estate nostra.

Gianluca: Mastro Salvo, ma quindi per ogni pietra c’è un prodotto diverso? E io come faccio a ricordarmeli tutti?

Turi: Tu non te li devi ricordare, devi andare da chi ne sa più di te. Io quando ho un dubbio, anche se faccio questo mestiere da quarant’anni, prendo il telefono e chiamo i ragazzi di Bidiam. “Ragazzi, ho questo travertino strano, che stucco ci metto che non ingiallisce?”. E loro mi danno la resina giusta, liquida o solida, con i pigmenti precisi.

Salvo: La forza loro è quella. Non ti vendono solo il barattolo o il disco. Ti spiegano come usarlo. Ciccio, tu che ora devi fare quel lavoro grosso di levigatura in quel palazzo antico, fatti dare i loro settori diamantati per la lucidatrice. Risparmi la metà del tempo.

Ciccio: Ci vado domani mattina infatti, devo prendere pure i dischi da taglio per il granito. Pago io il giro di birre, così domani sono lucido per andare a Comiso a caricare il furgone!

Turi: Bravo caruso, vedi di imparare. E tu, Gianlù… guarda e impara, che la pietra è nobile, ma se non hai gli utensili giusti ti spezza la schiena!

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